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martedì 13 novembre 2018
sabato 20 gennaio 2018
IL TRAUMA DELLA SEPARAZIONE
La
visione condivisa dai clinici, ma che in realtà risulta molto riduttiva, è che
il trauma della separazione risulta essere una crisi prevedibile e normale nel
ciclo di vita. La stessa visione non è accettata da chi vive la separazione in
prima persona, perché di prevedibile e normale non ci trova nulla.
Esistono
due principali ragioni per cui è indispensabile separarsi:
-fine
dell’amore e del desiderio,
-relazione
distruttiva.
Chi
chiede di separarsi generalmente compie un grande atto di coraggio utile per
entrambi, dato che prima di giungere alla decisione tanto sofferta, entrambe le
parti hanno vissuto momenti critici e vissuto momenti di estremo disagio e
malessere. Nessuna separazione è
indolore, ma se la relazione si mantiene, la sofferenza potrebbe essere
maggiore. Il partner che lascia si sente in qualche modo di aver tradito quella
parte di se stesso che vorrebbe continuare ad amare, vive sentimenti
contrastanti, peso e responsabilità di essere l’artefice della rottura, ma è
proprio in quei momenti che è opportuno ricordare tutte le differenze che hanno
ostacolato la relazione, ponendo attenzione a ciò che ha bloccato la propria
identità e il proprio benessere.
Ma
come si gestisce una separazione?
Perdonare
e perdonarsi sono aspetti indispensabili per non rimanere imprigionati in un
rapporto di dipendenza negativa. Il rancore fa rimanere legati alla relazione e
non permette di iniziare nuovi legami costruttivi. Evitare di cadere nel
tranello che tutto il male sta nell’altro e andare verso la comprensione delle
proprie debolezze e fragilità sono i primi passi per ricominciare.
Per
affrontare la separazione è opportuno accettare e vivere la sofferenza stessa,
prendendosi il proprio periodo di solitudine costruttiva che può aiutare a
liberarsi dalla coazione a ripetere, evitando di passare da un partner all’altro
perché questa scelta eviterebbe ogni tipo di confronto con se stessi.
In
alcune situazioni la separazione è una condizione indispensabile per
reinvestire in maniera produttiva su se stessi. Occorre una rinascita interiore
per comprendere le motivazioni che hanno provocato la rottura, solo così tali
motivazioni non le ritroveremo in una relazione successiva.
Dott.ssa
Valentina Romito
Psicologa-Psicoterapeuta
sistemico relazionale
mercoledì 24 maggio 2017
LA TERAPIA DI COPPIA
IO+TE=NOI.... LA TERAPIA DI COPPIA
Ognuno dei due membri della
coppia porta all'interno della relazione i propri vissuti, i propri nodi, le
proprie alleanze familiari. I due mondi si uniscono e insieme diventano i
protagonisti di un film. Ma cosa accade se il film non prosegue e rimane in una
situazione di stallo? Spesso la coppia si rivolge al terapeuta come ultima
spiaggia, prima di compiere il passo definitivo verso la separazione. La coppia
può porre al terapeuta due tipi di domande: aiutarli a ripartire o aiutarli a
porre fine alla relazione.
La terapia di coppia ha il
compito di far ritrovare il giusto equilibrio tra fusione e differenziazione,
il terapeuta dovrebbe sostenere la coppia nell'imparare la gestione dei
conflitti e ad elaborare traumi inconsci e spesso rimasti irrisolti.
L’obiettivo del percorso terapeutico è anche quello di riaccendere o mantenere
in vita il desiderio intellettuale e sessuale, riorganizzare i sistemi
comunicativi disfunzionali e patologici.
Il percorso psicoterapico
permette di:
- chiarire problematiche e definire obiettivi,
- individuare le difficoltà delle modalità relazionali,
- acquisire nuove modi di relazionarsi per promuovere il benessere della coppia.
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