giovedì 25 novembre 2021

25 novembre GIORNATA MONDIALE LA VIOLENZA SULLE DONNE





La battaglia contro la violenza sulle donne inizia da ognuno di noi. Se ognuno di noi insegnasse ai propri figli il rispetto, l'amore, la dignità per sé stessi e per gli altri, cresceremmo donne e uomini con valori importanti e soprattutto liberi. La violenza contro le donne, che sia fisica o psicologica, ha radici profonde, ma quelle radici possono essere recise se tutti insieme diciamo BASTA.....

sabato 20 novembre 2021

Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza




Nella mia stanza di terapia sono entrati in questi anni tanti genitori. di questi mi colpiscono particolarmente  due tipi di atteggiamenti....da una parte ci sono quei genitori che non vogliono vedere e accettare una difficoltà del figlio, dall'altra ci sono quei genitori che ti portano il bambino come se fosse un fardello con il suo problema da curare e loro si tirano fuori convinti che io possa "aggiustare il meccanismo che si è guastato".
nell'uno e nell'altro caso i diritti di quei bambini non vengono poi così tanto rispettati.
anche il benessere psicologico è un loro diritto.



sabato 13 novembre 2021

13 novembre GIORNATA MONDIALE DELLA GENTILEZZA...


 


"La gentilezza è una forma di eleganza, la migliore che io conosca. E' c'è ancora gente che la confonde con la debolezza".                                                                                              

                                                                                                                         R.Rigoni


La gentilezza è un atteggiamento impegnativo, non scontato ed elaborato. Implica una grande intelligenza emotiva e genera reciprocità. Essere gentili permette di abbassare le barriere ed entrare in sintonia con l'altro. Essere gentili non significa essere deboli, ma permette di esprimere affetto e considerazione dell'altro senza mettere da parte sé stessi. Ecco questa gentilezza è opportuno che impariamo ad utilizzarla anche con noi stessi. Non è scontato che ciò avvenga, ma se impariamo a farlo gli aspetti positivi non tarderanno ad arrivare.


martedì 1 giugno 2021

La stanza di terapia

 


Nella stanza di terapia entrano tante storie, tante vite, tante emozioni. Se ci entri e decidi di metterti in gioco, hai la possibilità di guardare la realtà da un altro punto di vista, in un modo a cui non avevi pensato o non ti eri soffermato. Non c'è una bacchetta magica, ma hai la possibilità di riflettere su cosa ti piacerebbe accadesse nella tua vita se solo l'avessi, in questo modo ti proietti verso un tuo cambiamento.

Nella stanza di terapia si riguarda alla tua storia, alle tue relazioni, alle tue paure e si cerca di uscire da quelle trappole che ti sei costruito. Si lavora sul qui ed ora ponendoti degli obiettivi a breve, medio e lungo termine eseguendo a casa quelle che si chiamano prescrizioni. Entrare nella stanza di terapia non è facile e occorre  che tu abbia una buona motivazione intrinseca. Se entri nella stanza hai già compiuto un passo importante, hai deciso di non aspettare, ma renderti protagonista di un cambiamento importante nella tua vita. Hai deciso di non vivere da spettatore o in panchina, hai deciso che il regista e il protagonista di questa meravigliosa storia SEI TU.... 

giovedì 22 aprile 2021

LA GELOSIA DI COPPIA

Sapete come William Shakespeare descriveva la gelosia? "È un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre..." Shakespeare aveva le idee molto chiare, così come altri scrittori. La gelosia di Otello è angosciante, è una paralizzante paura di essere tradito non solo da Desdemona, ma da tutto il mondo.

Chi per una sola volta non ha provato questa emozione? La gelosia può essere retroattiva, cioè riguarda il passato sentimentale o sessuale del proprio partner, a volte può essere la risposta che mettiamo in atto dopo la perdita, altre volte può essere un campanello d'allarme che ci avverte della presenza di un pericolo per la coppia.

La gelosia è fortemente legata al l'autostima, entrambe sono legate tra loro da una relazione circolare, però non abbiamo la possibilità di capire se sia una scarsa autostima a produrre gelosia o viceversa, ma una volta che la coppia cade in questa trappola, per uscirne deve riorientare la gelosia in senso produttivo. Il lavoro da mettere in atto, non è assolutamente distruggere il/la rivale, ma occorre cercare la bellezza fuori e dentro di sé, alimentando il valore della coppia alfine di creare fiducia e autostima reciproca.

giovedì 30 aprile 2020

Colloqui psicologici online


Sono quasi due mesi che ho raccolto questa sfida in modo resiliente e ho deciso di continuare a supportare i miei pazienti nel percorso terapeutico intrapreso attraverso sedute psicologiche online. Sono quasi due mesi che un angolo della mia casa è diventata la stanza di terapia assieme ad un tablet, una connessione internet e un paio di auricolari. Anche attraverso uno schermo, è possibile lavorare con le emozioni e favorire un processo di crescita personale. Ed è per questo che, se pur chiusi in casa, si può decidere di iniziare una terapia senza rimandarla a "domani" , perché è oggi che possiamo chiedere aiuto dandoci il permesso e la possibilità di ricominciare.

mercoledì 29 aprile 2020




Chiusi nelle loro stanze,collegati in rete per molto tempo con cuffie che li isolano dal mondo circostante,in lotta tra una lezione a distanza e un'altra.Possono provare noia e un senso di solitudine, questo perché lontano dalla loro quotidianità fatta soprattutto di relazioni amicali e sentimentali,fondamentali in questa età.Si trovano ad essere a stretto contatto proprio con chi magari non andavano d'accordo e se prima bastava per un attimo uscire di casa,ora le quattro mura possono sembrare ancora più strette.Per gli adolescenti il sacrificio e la rinuncia richiesti oggi sono più forti che per altri, e quando i giorni iniziano ad essere veramente tanti,ecco che anche loro iniziano a pensare a ciò che è fondamentale nella vita, a non dare nulla per scontato e a soffermarsi su ciò che prima era inutile.Enoi genitori?Aiutiamoci a guardare le piccole conquiste quotidiane,rispettiamo i loro spazi e cambiamo le nostre domande da:"Hai studiato?"a" Come stai? Come ti senti?Cosa provi?"Aiutiamoli a riconoscere ed esprimere le loro emozioni,in fondo noi genitori del terzo millennio gli stiamo chiedendo qualcosa che a nessunodi noi è stato chiesto quando eravamo adolescenti:settimane in isolamento per il bene di tutti! SIAMO DEBITORI NEI LORO CONFRONTI,non dimentichiamocene

domenica 29 marzo 2020

LA COPPIA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS


Non è un momento facile per le nostre relazioni e la convivenza forzata con il partner mostra verità nascoste. Avevamo organizzato la nostra vita di coppia con degli spazi riservati solo per noi e dove l'altro non poteva entrare.
Era il nostro modo per mantenere la giusta distanza, vicini ma non troppo, come i porcospini di Schopenaven: i due porcospini devono trovare la giusta distanza per non ferirsi con gli aculei, pur riscaldandosi a vicenda.
E ora? I membri della coppia devono trovare una nuova distanza, nuovi spazi propri e condiviso. Datevi nuove regole e mantenete saldi fiducia e rispetto reciproco. Le liti? È giusto che ci siano, senza oltrepassare il limite. Apritevi al confronto ed evitate di discutere quando siete arrabbiati. E poi trovate la "parola stop", cioè una parola che detta in un momento particolare del litigio, sta a significare che state oltrepassando il limite e vi dovete fermare.

martedì 24 marzo 2020

E ORA?




Nessuno di noi ricorda un momento così difficile, ci sentiamo privati della libertà e stare in casa e condividere gli spazi non è sempre facile. La paura è un'emozione normale, ma anche fondamentale perché può salvarci, ma cerchiamo di non farla diventare ansia, paura. Quello che dovremmo fare è riorganizzarci. Dopo i primi giorni in cui si sono susseguiti immagini e video anche ironici sul nostro stare a casa, ecco che presto bisogna fare i conti con la realtà, ecco la realtà va riorganizzata:
- evitiamo l'informazione compulsiva, cercare informazioni in maniera insistente, non ci aiuta,
- costruiamo nuove routine, nuove abitudini, Scandiano il tempo e le giornate,
-coltiviamo le nostre relazioni on line, facendo sentire la nostra vicinanza a chi non possiamo vedere.
- non abbandoniamo ciò che ci piace fare, ma cerchiamo di capire come poterlo fare in casa,

NON ARRENDIAMOCI, INSIEME POSSIAMO

mercoledì 23 gennaio 2019

L’ansia e gli attacchi di panico nella Terapia Sistemico familiare



  Originano da: 
  • Doppio legame: il disagio è creato da una incongruenza nella comunicazione verbali e non verbali senza la possibilità di metacomunicare  su di essa (sii dipendente …. Dipendendo da me);
  • Il doppio legame entra nel gioco a tre creando un conflitto relazionale agito dalla coppia nel quale viene coinvolto un figlio;
  • Giochi relazionali tri-generazionali.
Nel contesto:
  • Individuale: il paziente sviluppa il sintomo che lo tiene legato  alla famiglia vivendo un dilemma tra appartenere ad un rigido mito familiare e il desiderio di autonomia. Si sviluppa un vissuto di fragilità e difficoltà a rapportarsi con altri a causa di un controllo emotivo esagerato.
  • Familiare: presenza di una madre dipendente, padre fuggitivo, passaggi cicli di vita irrisolti, elevato coinvolgimento nei problemi dei singoli membri, scarsa autostima, genitori con bassa autostima.
  • Coppia: i sintomi nascono per controllare il partner, paura di legami significativi, il sintomo mantiene il rapporto con il partner, la patologia tiene in piedi il matrimonio.
In terapia sistemica si lavora su:
  • Storia trigenerazionale familiare,
  • Organizzazione relazionale e comunicativa della famiglia,
  • Funzione del sintomo,
  • Fase del ciclo di vita

martedì 22 gennaio 2019

La fotografia in psicoterapia




La fotografia è nata in un contesto socio-culturale positivista e da più di un secolo è presente nel campo scientifico e psichiatrico. Il Dott. Diamon, considerato il padre della fotografia psichiatrica, fu il primo ad usarla come mezzo di cura e come testimonianza del progresso dei suoi pazienti .
Negli ultimi decenni la fototerapia si è diffusa nella pratica psicoterapica, sconfinando dall’ambito puramente psichiatrico.
Le fotografie raccontano storie personali, storie familiari,  segreti, emozioni. Permettono di portare alla luce informazioni latenti e permettono una connessione con la parte di inconscio meno censurato. Non è solo l’immagine scattata ad essere così importante terapeuticamente, ma anche tutto ciò che accade mentre il paziente sta interagendo con loro. Memorie, sentimenti e pensieri che emergono durante il dialogo fotografico possono essere più rilevanti terapeuticamente delle reazioni legate alle immagini stesse.
La  fotografia permette di ripercorrere il passato, di concentrarsi sul presente e ipotizzare il proprio futuro. Permette di lavorare sul sistema di valori, del sui giudizi e sulle aspettative.
In terapia si possono utilizzare cinque tecniche di Fototerapia:
  • Foto scattate o create dal paziente,
  • Foto scattate al paziente da altre persone,
  • Album di famiglia o altre collezioni di foto biografiche,
  • Autoritratti,
  • Fotoproiezioni.
Quando il paziente riordina le sue fotografie, inizia tra paziente e terapeuta un processo di ricostruzione di significato attraverso una serie di domande che approfondiscono il motivo per il quale il paziente ha deciso di ordinare le fotografie in quella determinata posizione e si argomenta su ciò che le immagini evocano il lui, specificando anche il motivo per cui il paziente ha deciso di scegliere proprio quelle fotografie.
La fotografia è un viaggio e come ogni viaggio va vissuto.

sabato 20 gennaio 2018

                                               IL TRAUMA DELLA SEPARAZIONE





La visione condivisa dai clinici, ma che in realtà risulta molto riduttiva, è che il trauma della separazione risulta essere una crisi prevedibile e normale nel ciclo di vita. La stessa visione non è accettata da chi vive la separazione in prima persona, perché di prevedibile e normale non ci trova nulla.
Esistono due principali ragioni per cui è indispensabile separarsi:
-fine dell’amore e del desiderio,
-relazione distruttiva.
Chi chiede di separarsi generalmente compie un grande atto di coraggio utile per entrambi, dato che prima di giungere alla decisione tanto sofferta, entrambe le parti hanno vissuto momenti critici e vissuto momenti di estremo disagio e malessere.  Nessuna separazione è indolore, ma se la relazione si mantiene, la sofferenza potrebbe essere maggiore. Il partner che lascia si sente in qualche modo di aver tradito quella parte di se stesso che vorrebbe continuare ad amare, vive sentimenti contrastanti, peso e responsabilità di essere l’artefice della rottura, ma è proprio in quei momenti che è opportuno ricordare tutte le differenze che hanno ostacolato la relazione, ponendo attenzione a ciò che ha bloccato la propria identità e il proprio benessere.
Ma come si gestisce una separazione?
Perdonare e perdonarsi sono aspetti indispensabili per non rimanere imprigionati in un rapporto di dipendenza negativa. Il rancore fa rimanere legati alla relazione e non permette di iniziare nuovi legami costruttivi. Evitare di cadere nel tranello che tutto il male sta nell’altro e andare verso la comprensione delle proprie debolezze e fragilità sono i primi passi per ricominciare.
Per affrontare la separazione è opportuno accettare e vivere la sofferenza stessa, prendendosi il proprio periodo di solitudine costruttiva che può aiutare a liberarsi dalla coazione a ripetere, evitando di passare da un partner all’altro perché questa scelta eviterebbe ogni tipo di confronto con se stessi.
In alcune situazioni la separazione è una condizione indispensabile per reinvestire in maniera produttiva su se stessi. Occorre una rinascita interiore per comprendere le motivazioni che hanno provocato la rottura, solo così tali motivazioni non le ritroveremo in una relazione successiva.

Dott.ssa Valentina Romito

Psicologa-Psicoterapeuta sistemico relazionale

mercoledì 24 maggio 2017

LA TERAPIA DI COPPIA



IO+TE=NOI.... LA TERAPIA DI COPPIA




Ognuno dei due membri della coppia porta all'interno della relazione i propri vissuti, i propri nodi, le proprie alleanze familiari. I due mondi si uniscono e insieme diventano i protagonisti di un film. Ma cosa accade se il film non prosegue e rimane in una situazione di stallo? Spesso la coppia si rivolge al terapeuta come ultima spiaggia, prima di compiere il passo definitivo verso la separazione. La coppia può porre al terapeuta due tipi di domande: aiutarli a ripartire o aiutarli a porre fine alla relazione.

La terapia di coppia ha il compito di far ritrovare il giusto equilibrio tra fusione e differenziazione, il terapeuta dovrebbe sostenere la coppia nell'imparare la gestione dei conflitti e ad elaborare traumi inconsci e spesso rimasti irrisolti. L’obiettivo del percorso terapeutico è anche quello di riaccendere o mantenere in vita il desiderio intellettuale e sessuale, riorganizzare i sistemi comunicativi disfunzionali e patologici.

Il percorso psicoterapico permette di:
  • chiarire problematiche e definire obiettivi,
  • individuare le difficoltà delle modalità relazionali,
  • acquisire nuove modi di relazionarsi per promuovere il benessere della coppia.

domenica 11 settembre 2016

ARE YOU READY? I PRIMI GIORNI DI SCUOLA

 


Primi giorni di scuola, prime ansie, primi veri distacchi. E così ti capita di incontrare mamma fuori dall’uscio della scuola per cercare di capire se il proprio piccolo continua a piangere o ha smesso. E poi mille nostre domande: sarà la cosa giusta? Piangerà tutto il giorno? Mangerà? E se sto sbagliando? E se non è pronto? E poi ancora tanti punti interrogativi dove in realtà non si vuole molto conoscere  la risposta, ma solo correre dal proprio piccolo, abbracciarlo e portarlo via, a casa, nel posto dove ci sentiamo sicure.
“Passerà!” … “E’ normale!” … Senti dire dalle mamme che hanno già mosso i primi passi gli scorsi anni. “Ma normale per chi?” viene da rispondere! Cosa è normale? Per noi mamme non è normale lasciare il proprio bambino disperato, tra urla e singhiozzi, aggrappato al nostro collo.
Ecco, bene, possiamo dirlo … l’inserimento non è una cosa facile.
E allora cosa possiamo fare?
Prima di tutto partiamo dal presupposto che l’asilo è un luogo prezioso per i nostri figli: impareranno a parlare, socializzare, disegnare, scrivere, condividere e impareranno ad affrontare i primi conflitti.
Affinchè l’ingresso al nido o all’asilo non sia vissuto con negatività è importante che noi genitori siamo convinti della scelta che stiamo compiendo. I bambini hanno bisogno di sicurezza e siamo noi genitori a dovergliene fornire. Impariamo a contenere le loro paura e soprattutto impariamo a non trasmettere loro le nostre ansie. Non sentiamoci in colpa e soprattutto non caschiamo nella trappola dei regali: “quando torno ti porto un regalino!” e ricordiamoci non diciamo bugie: “vado a spostare la macchina e torno!”
Diamo fiducia ai nostri figli e soprattutto ascoltiamoli. Chiediamogli come stanno e cosa hanno fatto e non solo se hanno mangiato tutto.
Si cresce insieme passo dopo passo, momento dopo momento. Un bambino non è mai uguale ad un altro e non esiste una mamma uguale ad un’altra, ed per questo che ogni rapporto è unico e irripetibile. Prendiamo per mano il nostro bambino e accompagnamolo serenamente verso nuove avventure.

Buon anno scolastico a tutti !