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mercoledì 23 gennaio 2019

L’ansia e gli attacchi di panico nella Terapia Sistemico familiare



  Originano da: 
  • Doppio legame: il disagio è creato da una incongruenza nella comunicazione verbali e non verbali senza la possibilità di metacomunicare  su di essa (sii dipendente …. Dipendendo da me);
  • Il doppio legame entra nel gioco a tre creando un conflitto relazionale agito dalla coppia nel quale viene coinvolto un figlio;
  • Giochi relazionali tri-generazionali.
Nel contesto:
  • Individuale: il paziente sviluppa il sintomo che lo tiene legato  alla famiglia vivendo un dilemma tra appartenere ad un rigido mito familiare e il desiderio di autonomia. Si sviluppa un vissuto di fragilità e difficoltà a rapportarsi con altri a causa di un controllo emotivo esagerato.
  • Familiare: presenza di una madre dipendente, padre fuggitivo, passaggi cicli di vita irrisolti, elevato coinvolgimento nei problemi dei singoli membri, scarsa autostima, genitori con bassa autostima.
  • Coppia: i sintomi nascono per controllare il partner, paura di legami significativi, il sintomo mantiene il rapporto con il partner, la patologia tiene in piedi il matrimonio.
In terapia sistemica si lavora su:
  • Storia trigenerazionale familiare,
  • Organizzazione relazionale e comunicativa della famiglia,
  • Funzione del sintomo,
  • Fase del ciclo di vita

martedì 22 gennaio 2019

La fotografia in psicoterapia




La fotografia è nata in un contesto socio-culturale positivista e da più di un secolo è presente nel campo scientifico e psichiatrico. Il Dott. Diamon, considerato il padre della fotografia psichiatrica, fu il primo ad usarla come mezzo di cura e come testimonianza del progresso dei suoi pazienti .
Negli ultimi decenni la fototerapia si è diffusa nella pratica psicoterapica, sconfinando dall’ambito puramente psichiatrico.
Le fotografie raccontano storie personali, storie familiari,  segreti, emozioni. Permettono di portare alla luce informazioni latenti e permettono una connessione con la parte di inconscio meno censurato. Non è solo l’immagine scattata ad essere così importante terapeuticamente, ma anche tutto ciò che accade mentre il paziente sta interagendo con loro. Memorie, sentimenti e pensieri che emergono durante il dialogo fotografico possono essere più rilevanti terapeuticamente delle reazioni legate alle immagini stesse.
La  fotografia permette di ripercorrere il passato, di concentrarsi sul presente e ipotizzare il proprio futuro. Permette di lavorare sul sistema di valori, del sui giudizi e sulle aspettative.
In terapia si possono utilizzare cinque tecniche di Fototerapia:
  • Foto scattate o create dal paziente,
  • Foto scattate al paziente da altre persone,
  • Album di famiglia o altre collezioni di foto biografiche,
  • Autoritratti,
  • Fotoproiezioni.
Quando il paziente riordina le sue fotografie, inizia tra paziente e terapeuta un processo di ricostruzione di significato attraverso una serie di domande che approfondiscono il motivo per il quale il paziente ha deciso di ordinare le fotografie in quella determinata posizione e si argomenta su ciò che le immagini evocano il lui, specificando anche il motivo per cui il paziente ha deciso di scegliere proprio quelle fotografie.
La fotografia è un viaggio e come ogni viaggio va vissuto.